Non esce il sole la domenica
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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Una domenica che scorre nella noia, monotonia esistenziale, cogliendo l'apatia del vivere e l'indifferenza. Intorno un atavico immobilismo, come se il tempo fosse immobile. Un pessimismo che prende forma in versi di mirabile bellezza. Meriti tutto l'apprezzamento...
La domenica e giorni festivi in generale, molto spesso si vestono di una monotonia insolita e si caricano di noia e di pensieri che solo il sonno può portare via. Una lirica che mi è molto piaciuta, per un pensiero che non sempre si esprime. Molto apprezzata!
Dovrebbe essere il giorno del riposo, della lentezza, del piacere dell'ozio o delle cose fatte per spezzare il ritmo di una settimana colma di impegni, lavoro, commissioni. Invece spesso si trasforma nel conto lla rovescia delle ore immobili, tra noia e sbadigli, tra silenzi e vuoti. Senza gioia, senza sorriso. E' triste eppure racconta una realtà condivisa dai più, quando abitudini e stanchezza si condensano in un giorno che riempie la bocca e gli occhi di grigio. Bella, una poesia bellissima nella sua cruda verità.
Quanto amaramente vera è questa descrizione di una domenica qualunque, in una qualunque città o paese, condominio o villetta a schiera... oscillando tra la noia e il semplice cambiamento del proprio luogo di lavoro... (io ho passato la domenica a lavar le tende). Forse si tratta del malessere di una civiltà che tutto sommato vive in un relativo stato di benessere e non dovremmo lamentarci, però un raggio di sole ce lo meriteremmo anche noi, non è vero?



