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Introspezione 19 settembre 2010 · lettura 1 min · 6354 letture

Uccisione di un ricordo

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23 anni, quanti rimpianti! quanto tempo trascorso, innumerevoli stagioni, quanti remake, tempo perso? Bambino malaticcio visino deturpato: allergie e malanni. L'orizzonte di un infante non sa percepire l'immobilismo estenuante. Un orizzonte che inizia da una scatola piena di giochi, transita per un sudicio recipiente (raccoglitore di rigurgito) passa per siringhe con tanti aghi, finendo in una strada asfaltata Lacrime ben asciugate ma mai cancellate. Denti voraci, cuoricino rabbioso: sfogo sulla pelle della prima sventurata. Quanti ricordi cancellati, che vuoto ha creato la vostra assenza. Fa male percepire la vostra triste reminiscenza! Portandomi in un letto d'ospedale, avete evitato una prematura dipartita ma non era finita... non si vince così la partita della vita. E' brutto vivere senza un passato, tuttavia, anche senza un Disegno, col dovuto ritegno si gioca la partita e si trova un senso alla vita...
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L'autore
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Sono un ragazzo abruzzese che studia Legge, mi diletto nello scrivere poesie e racconti. Ogni tanto metto in versi ciò che penso, credo che la poesia sia una modalità raffinata di comunicazione e di analisi, mai dev'essere arma di autocompatimento. Non serve necessariamente un cuore spezzato per creare una poesia. Sp

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Commenti (6)

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Daniela Ferraro20 settembre 2010

Uno sguardo indietro nel tempo, specie su ricordi dolorosi, può si aiutare a ritrovare il senso della vita... Una profonda riflessione.

s
senzamaninbicicletta20 settembre 2010

una riflessione amara descritta con malinconia e disaffezione (alla vita) nel far di conto cercando la risposta al senso della vita. Bella

mario calzolaro20 settembre 2010

Senza dubbio alcuno riflessioni dolorosamente profonde attraverso versi eleganti e stilisticamente ineccepibili. La forza del vivere, tuttavia, alla fine, è trionfante.

Antonio Biancolillo20 settembre 2010

...e quella partita... queò gioco senza disegno... bisogna affrontarla... e nonostante lo sguardo alle spalle... dove tutto sembra di colore nero... bisogna sempre osservare i passi che mettiamo sempre nel nuovo... Molto bella...

Antonietta D’Ambrosio21 settembre 2010

Sulle note della malinconia, dello sconforto risale un brivido di vita. Terribilmente bella!

Rita Stanzione19 febbraio 2011

Uno splendido escursus nel tempo passato. Vedersi con gli occhi "cresciuti" non è facile. Apprezzatissima, bravo!