Stagioni malate
Guardo i raggi primaverili
che non sciolgono più la neve
dei monti trasformandola in
torbidi ruscelli.
Non vedo inazzurrarsi il cielo,
nè il rinverdir dei boschi, non
sento il loro stormire: bruciano
nel caldo d'estate!
Invano vaga l'ape in cerca del
polline dei campi, non sento
neanche cantar l'usignolo nelle
notti stellate.
E' tanta la devastazione,
avverto soltanto un fugace
apparir di stagioni violente
e irrazionali!
©
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L'autore
Ermelinda
Sono un'ex insegnante Tecnico-pratico in pensione, ho riscoperto la mia vecchia passione di scrivere poesie. Ne ho scritte tante da ragazza abban- donandole nel famoso cassetto, anche perchè non mi si prendeva sul serio, poi, il susseguirsi degli eventi naturali della vita (matrimonio, figli, scuola ed altre diffico
Commenti (2)
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Maria Assunta Mongiardo27 settembre 2010
Versi dai toni un po' pessimistici ma genuini e scritti in uno stile avvincente e cristallino. Gradita molto la chiusa e questo "apparir di stagioni violente e irrazionali". Di buon impatto emotivo l'intera poesia
Antonio Biancolillo29 settembre 2010
Molto ben scritta... un sentire con il cuore che sa trasmettere emozioni... Piaciutissima la chiusa... in un sentire molto particolare... un momento in cui tutto sembra irrazionale... Bellissima...

