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Dialettali 27 settembre 2010 · lettura 1 min · 6914 letture

Er concorso

Silvia De Angelis 1090 poesie pubblicate
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E' 'ngruppetto compatto ch'ariva co' o' sguardo 'mpertinente adocchiando tutti l'artri co' sufficienza... So' loro li riccomannati, ringalluzziti e strafottenti e nun so' nimmanco boni a ricopià l'appunti, sicché quei poveracci de' a' Commissione janno dovuto rimedià er testo 'ntegrale der saggio. 'Nsomma pe' falla breve janno levato puro l'imbarazzo de' 'mpugnà 'a penna e de' 'nventasse du righe sdrucinate. Così eccoli ar commando li novelli funzionari 'nerba der Commune, capaci solo a sfascià quer gra casino che già stava 'nbilico e mo, che s'enventeno 'e peggio boiate, pe' l'incapacità che cianno, pretenneno puro er contentino
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Spesso i concorsi pubblici sono pilotati, poi all'atto pratico i vincitori non sono in grado di espletare le mansioni loro affidate...

L'autore
Silvia De Angelis
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Commenti (21)

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D
Dany Blasi27 settembre 2010

Hai ragionissima, Silvia, spesso con grosse ingiustizie i veri meritevoli restano fuori! Complimenti!

Shelly Nicole Del Santo27 settembre 2010

O come è vera questa poesia Silvia... purtroppo ciò che tu hai scritto in versi meravigliosamente stilati, corrisponde esattamente alla verità...e ci sono magari i bravi, che meritano e invece nei concorsi vengono scartati.

Angela27 settembre 2010

Versi simpaticissimi per raccontare una triste situazione che purtroppo fa parte della nostra società e che sembra molto difficile debellare. Anche con una poesia è bene esprimere il nostro malcontento. Poesia esemplare

Felice Di Giandomenico27 settembre 2010

Esperienza di vita che ho vissuto sulla mia pelle. Una pessima abitudine che ormai è entrata nelle fibre di un modus operandi che, credo, non sarà più possibile sradicare. Lirica molto bella che mi ha coinvolto dall'inizio alla fine, una cruda realtà messa in poesia. Molto, molto apprezzata.

Kiaraluna27 settembre 2010

Una realtà esistente da sempre, ormai documentata... ma nonostante ciò ancora alla ribalta, mimetizzata negli anfratti dell'ipocrita corsa al soldo di chi è sempre in vendita. Brava Silvia, versi e sostanza di grande impatto!

s
senzamaninbicicletta27 settembre 2010

Silvia! Che bella sorpresa! Bellissima nel suo genere che apprezzo molto e a dir il vero non me lo aspettavo dopo aver letto decine di tue poesie. Della poesia apprezzo i versi e la stesura molto simpatica e qualche rima sparsa che fa da contrappunto musicale alla melodia dello scritto. Naturalmente condivisa!

Enio Orsuni27 settembre 2010

è la legge de compenzazione er chiuaua si lo lassi pe' strada se lo pappeno subbito pe' questo lo tengheno in salotto e 'sti cojoni siccome nun capischeno 'n cazzo si nun li metti a governa' me dichi ando' li metti? ar salotto der commune, e ando' sinnò? forte che 6

Aldo Bilato27 settembre 2010

troppo simpatica e purtroppo vera! ... condivisa ed apprezzatissima... cià*

Salvatore Ferranti27 settembre 2010

poesia molto condivisa. i concorsi sono pilotati eccome... versi ironici, ma amari.

Daniela Pacelli27 settembre 2010

Una satira in dialetto per esprimere con umorismo una realtà che ci appartiene, essere figli di o amici di spesso nella vita aiuta, quindi chi si fa tremendi sacrifici nella vita, non viene sempre ripagato per ciò che meriterebbe. Molto piaciuta

Tiffany 7027 settembre 2010

Un tasto dolente, ma non come i denti che tolto il dente... purtroppo il sistema è in cancrena putriscente e visto come è strutturata la nostra società non intravedo cure di sorta... Simpaticissima, divertente e molto arguta!

Maria Assunta Mongiardo27 settembre 2010

Hai rappresentato, con simpatica ironia, uno spicchio di vita reale in versi genuini che si leggono con infinito piacere.

quanta verità in questi versi dialettali scritti con maestria... simpatica e condivisa ...piaciutissima

Danielinagranata27 settembre 2010

Questa poesia è sicuramente da conservare sacrosanta verità...non conta se sai e se sei preparata conta se hai un bel calcio nel bip bip... questa è la triste realtà... splendida anzi di più

Raggioluminoso27 settembre 2010

Simpatica e pungente. L'Italia è uno dei pochi paesi dove si "può copiare". In America non s sognerebbero mai di copiare, sarebbero espulsi prima e per le raccomandazioni - meglio non commentare. Simpaticissima tinta di vero!

C

all'ultimo concorso dato per il concorso di insegnante, alcune persone hanno tirato fuori nascosti nel vocabolario i temi già svolti, sapevano già l'argomento del tema d'esame, mi domando cosa possano insegnareai ragazzi loro affidati, se hanno barato, bellissima riflessione

Gabry Salvatore27 settembre 2010

Stupendi e reali versi, che rappresentano aimè il reale, quello che accade tutti i giorni, la nostrà società da sempre ha escluso coloro che realmente meritano per lasciare il posto ai raccomandati. Una denuncia forte contro questa piaga. Bellissima e di grande attualità.

Nemesis Marina Perozzi27 settembre 2010

E non ci sono soltanto i Concorsi per diventare funzionari del Comune, come l'autrice scrive esplicitamente... Ci sono anche i concorsi dello Stato, quelli abilitanti, per diventare docenti... Ci sono le scuole private che sfornano diplomati con le orecchie d'asino a pagamento... Oggigiorno senza raccomandazione sembra proprio che non si riesca nemmeno a trovare un posto... al cimitero!

C
Claudio Toccafondi6 ottobre 2011

A Sirvia, forza e coraggio nun te mancheno, l'arte 'a sai, m'hai fatto ride, nun te ferma' mai!! Te dico: sei 'na forza!

rosanna gazzaniga16 novembre 2011

Il romanesco trasmette allegria e questa lirica è una satira azzeccata del mal costume delle raccomandazioni, presente in parecchie situazioni del nostro vivere. Bella, apprezzata moltissimo!

carla composto9 ottobre 2013

simpatica ironica e VERA... valente l'autrice anche in vernacolo ci regala tutta la sua bravura ...letta volentieri...