Il buio li colse
La penna scorreva veloce.
Disegnava piroette sulla carta
con repentini cambi di passo.
La punta unta d'inchiostro,
si strusciava irrequieta
sulle pagine parlanti.
L'uomo aggrottava la fronte
borbottando tra sè e sè
mentre la luce malata
di una candela ingobbita dal calore
illuminava il suo viso
lasciando in penombra gli occhi
rintanati dentro le orbite incavate
come una tartaruga
trova rifugio nel suo guscio.
La mano si muoveva
rapida e silenziosa
in balia dei suoi pensieri.
Dolci sensazioni la conducevano
con maestria e delicatezza.
Quella sagoma immobile
pareva affogare tra le pareti
che lo osservavano impietrite.
La stanza tetra
semicoperta dal buio
custodiva gelosamente il suo segreto
come uno scrigno
culla il suo prezioso tesoro.
Si udiva solo
il ticchettio ridondante dell'orologio
si riversava e mescolava
con l'aria fumosa
che impregnava lo spazio.
Fuori
dove la vita si fa dura
imperversava la tempesta.
Il vento digrignava i denti
sul vetro agonizzante.
Gelide lacrime
disegnavano la malinconia sulle vetrate
mentre il gelo imbalsamava
ogni forma di vita
lambita dal suo mantello.
Pollice e indice
animati da una dolce
nostalgia di passione
avvolsero la fiamma
con un delicato e soffice gesto.
Il buio li colse.
©
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