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Satira 29 settembre 2010 · lettura 1 min · 2944 letture

Il portiere caduto alla difesa

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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* dello stabile di via Mazzini rubava le bici ai ragazzini (del cortile) i tossici in formazione d'abuso attaccarono sulle fasce laterali (lacci emostatici nei portoni) il pallone rotolò in tribuna (politica) il mediano faticava più del solito (il pensionato arrancava) in panchina le seconde linee coltivavano la speranza d'entrare (tra campi d'ortiche e di chimere) le nere giubbe col fischietto (giudici conciliatori) avvistarono in Australia il migliore dei nostri giocatori (taccuino e penna in tasca, pretattica) posto sia vero che la vita è una partita (IVA naturalmente) si seppe dalle cronache del tempo (non ci sono più le mezze stagioni, né i giornalisti d'una volta) che il centrattacco morì, perché ebbe la malaugurata idea (e sappiamo che pensare è da pazzi) di coltivare ciclamini sul disco del rigore (economicamente non rende, disse, tatticamente si) ...naturalmente partita persa. Affanculo! perché l'arbitro non fischiò quando s'accorse che il paese stava appassendo (come i ciclamini di cui sopra) Stordito! ...questa me l'appendo al dito.
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(il titolo è una citazione ... dalla poesia "Goal" del grande Umberto Saba) presentata al premio Scrivere... naturalmente senza nessuna velleità... ripropongo... "mister"... cià*

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Aldo Bilato
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Commenti (9)

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Massimo Mangani29 settembre 2010

particolare poesia che hai dosato con grande sagacia - è si perché l'arbitro non fischiò...perché viviamo in una sorta di apparente benessere che ci illude -andar in vacanza 7 giorni a s. domingo( che non ho mai fatto) o comprare l'auto o la casa più costosa non è benessere - il benessere è uno stato mentale, l'aver la libertà di usare maggiormente il tuo tempo, il poter vivere pensando alle 10 di mattina che anche per oggi campo, posso smettere di lavorare ed andare a fare quello che preferisco - meglio coloro che vivono a s. domingo o in similari luoghi- prima o poi scapperò

mario calzolaro29 settembre 2010

sguardo severo e disincantato sulla società e metafore e paralleli che centrano in pieno il tema desiderato. Eccellenza.

D
Dany Blasi29 settembre 2010

Mente... la mente della gente che mente... versi di grande capacità di sguardo al di fuori da un circondato e ristretto spazio! Piaciutissima!

Splendido Leotta Michele29 settembre 2010

poni la parola in meraviglioso dire..e... lo stupendo poetico espone ... ingurgito con gioia e rifletto il sentito... grazie poesia che si fa tanto sentire... complimenti la tua genialità è eccellente... abbraccio

Kiaraluna29 settembre 2010

Capisco la satira e che ogni argomento è buono per sfornarne a iosa, e tu sei davvero dotato in questo e indubbiamente originale, ma questa ...perché chiamarla poesia?

Calogero Pettineo29 settembre 2010

originale è pungente satira dal risvolto reale. personalmente nei versi tra parentesi avrei formato un'altra lirica, una lirica nella lirica. .

Ela Gentile29 settembre 2010

Il tuo scritto è superbamente particolare e spiritoso ed è stato piacevolissimo leggerlo. Br avo Aldo... complimenti!

Nemesis Marina Perozzi29 settembre 2010

Non illudiamoci! Questi non sono "gli altri"! Ci siamo anche noi, in questo ritratto al vetriolo di uno sfascio del quale non possiamo dire "Io non c'entro perché stavo in panchina"...

A
Arelys Agostini30 settembre 2010

Lírica punzante como un látigo que abruptamente sentencia al lector. Cargada de la típica ironía a la cual nos tiene acostumbrado este interesante poeta con sus versos ambiguos y exasperados de ciertas situaciones cotidianas. Molto apprezzata