1.679 lettori online · 358.738 poesie · 7.571 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Dialettali
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Felice Di Giandomenico
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Dialettali 30 settembre 2010 · lettura 2 min · 2292 letture

Esse Pi Cu Ere (Pasquinata numero 2)

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
+ Segui
Na vorta al sor Pasquino ebbi da dì che ar monno troppa gente apre bocca e je da fiato... E mo che la caput mundi n' porcaio è diventato me sento da ridije du parole perché, stavolta, veramente so n'cazzato. Si è vero che la mamma dei cretini è sempre n'cinta sta vorta parecchio se sforzata a partorinne uno che come apre bocca spara na stronzata. "Sono porci questi romani" voce m'petuosa dichiarava co l'immancabile m'becille che dietro ar microfono se la rideva. Co n'ampollina n'mano s'affanna solo a dì: "Roma ladrona" ma quanto je piace da poggià er culo su la romana portrona. Pasquì che se po fà? Le palle me girano e n'dato de realtà. Sto sor tentenna offenne tutti quanti, er Papa, li romani, i poveri emigranti. Qui stamo a giocà co ste stronzate ma la gente continua ad annà avanti a rate. Me sembra da capì caro Pasquino che pure tu nun poi fa gnente di fronte a n'core che de seminà disprezzo nun se pente. Annamo avanti a sopportà sta bocca che fiata e anche stavolta cercamo da dimenticà st'ennesima stronzata.
♥ 0 💬 4
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

Tutte le opere →

Commenti (4)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Kiaraluna30 settembre 2010

Frizzante e verace, e come potrebbe essere diversamente nel vernacolo romano che è come er pepe? Ahimè il contenuto è d'un'amarezza indigeribile per l'abbondanda di veridicità.Purtuttavia... un lirica di ottima fattura che si legge d'un fiato.

mp47pasquino30 settembre 2010

Certo che a sentì ste cose me gireno sur serio che devo fa se st'ommeni fanno l'adurterio lissù procrameno invettive e da quaggiù ce danno direttive è questo un gran casino che strugge er core ar povero Pasquino. Mi ha piacevolmente coinvolto, grazie a ben rileggerti.

Silvia De Angelis30 settembre 2010

Versi bellissimi e veritieri posati su un vernacolo particolarmente verace, che si legge davvero con piacere. Lirica gradita e molto apprezzata

Enio Orsuni30 settembre 2010

chi dice romama ladrona facce caso, so' tutti der norde e der sudde che arubbeno a roma! trovemene uno de romano ar governo... esse- sa pi- ano piano qu- ante cazzate e erre- sie rumineno... li possin'ammazzalli ben detto amico marforio questa è da encomio!