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Riflessioni 3 ottobre 2010 · lettura 1 min · 2356 letture

L'altro me stesso

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Sentendo il mare cantare la libertà dei soli m'aggroviglio in una scorciatoia di fantasia che non vuole restare sola Poi tento uno sbalzo verso l'estro a cui sono abituato fin dall'infanzia Ogni tanto però cado in qualche monotonia che scambio per nuova melodia Intanto la fronte si bagna tanta è la fatica dell'anima che vuole trovare uno scoglio su cui arrampicare la sua libertà Non mi resta quindi che sgravarmi di un po' di peso che ho accumulato in questi anni E meno pesante riesco a spiccare L'altro me stesso quello che non mi sopporta tanto ma a me piace davvero un sacco
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (2)

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mario calzolaro3 ottobre 2010

...identità e sdoppiamenti... poesia e psicologia in riuscito mix... complimenti

L
Loreta Salvatore3 ottobre 2010

Un desiderio di mostrare l'altra faccia al di là della maschera che di consueto si indossa, magari per compiacere gli altri. Una forma di ribellione che esplode con tutta la sua forza. Una riflessione molto vera, sincera e ben congegnata. Un elogio a te poeta sensibile.