L'altro me stesso
Giorgio Lavino
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Sentendo il mare cantare
la libertà dei soli
m'aggroviglio in una scorciatoia
di fantasia che non vuole
restare sola
Poi tento uno sbalzo verso l'estro
a cui sono abituato fin dall'infanzia
Ogni tanto però cado
in qualche monotonia
che scambio per nuova melodia
Intanto la fronte si bagna
tanta è la fatica dell'anima
che vuole trovare uno scoglio
su cui arrampicare la sua libertà
Non mi resta quindi che sgravarmi
di un po' di peso che ho accumulato
in questi anni
E meno pesante riesco a spiccare
L'altro me stesso
quello che non mi sopporta tanto
ma a me piace davvero un sacco
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (2)
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mario calzolaro3 ottobre 2010
...identità e sdoppiamenti... poesia e psicologia in riuscito mix... complimenti
L
Loreta Salvatore3 ottobre 2010
Un desiderio di mostrare l'altra faccia al di là della maschera che di consueto si indossa, magari per compiacere gli altri. Una forma di ribellione che esplode con tutta la sua forza. Una riflessione molto vera, sincera e ben congegnata. Un elogio a te poeta sensibile.

