Astronomi e nocchieri
Ancora godevano
allevati da turgidi seni
teneri pargoli
turlupinavan il tempo
con embrionali sollazzi
erculei virgulti
di brandelli cenciosi
traevano a tracolla
il bastone tonante.
Grandine e fulmini
termiti voraci
hanno intaccato
fumose reminiscenze
sapienza sfavilla
dal rarefatto crine
rilucente
di luna
su guance sgonfie
epitaffi del tempo
rivelano lunghi solchi
avvezzi al genuino sorriso.
Non più un'orgia
di tripudi gli occhi
ubriacati
dagl'effimeri diletti
astronomi e nocchieri
senz'astrolabio marcano
nel ginepraio del cielo
la polare luminosa.
©
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Commenti (1)
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dragonero4 ottobre 2010
inconsistente dai toni enfatici e poco leggibili se vuole stupire non ci riesce se vuole essere poesia le manca il senso dell'espressività sono usati vocaboli che la rendono quasi fastidiosa cercando in una sorta di disgusto per quello che è dato a vedere ma senza riuscire davvero ad esprimere il disagio del vivere non mi piace f