Venuta dal mare

Come l'aria
Sei venuta dal mare,
portandomi luce improvvisa
ti ho vista arrivare capelli nel sole
bocca ciliegia occhi ridenti
fra mura basse trovammo
l'accordo del nostro fiatare
era estate eri il fiore raccolto
dal tuo giardino d'amore
trasalimmo al sussulto del sangue
pure tu mi stringesti la mano
per non farmi scappare.
Non capii l'improvviso mutare
con grazia ti muovesti all'intorno
un prodigio mi parve arrivato
ci baciammo e capii che tu eri il prodigio
il tuo sguardo si fece affettuoso
con nel viso un calore diffuso
e il tuo tenero sangue
abbandonò le tue vene
trasferendo l'ardore bruciante
nella nostra canzone nascente.
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Commenti (4)
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Raggioluminoso4 ottobre 2010
Immagine dolce e intensa - un'onda d'amore, travestita da sirena che arriva dalle profondità del mare per vivere la passione del fuoco. Versi molto apprezzati!
Silvia De Angelis4 ottobre 2010
Intensa musicalità e tanta scorrevolezza in una bella lirica, pregnata di sensazioni d'amore, espresse in toni davvero spontanei... Lirica gradita ed apprezzata
Kiaraluna4 ottobre 2010
L'incontro scontro con l'amore, ogni volta un miracolo come ogni atomo di questa bizzara ma meravigliosa vita. Molto piaciuta.
Giovanna De Santis4 ottobre 2010
un incontro d'estate un amore che sboccia in versi intensi dolci musicali, splendida poesia complimenti



