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Riflessioni 4 ottobre 2010 · lettura 1 min · 4878 letture

Non più saprà di freddo il tempo

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Si spegne l'ultimo lampione nel parco. Nessuna ombra si scorge al limitare del giorno, e quanto buio come sale brucia in ore lente a trascorrere. Il viso, sfiorato dalla brina profumata di cielo e i miei occhi, muoiono nel niente, ma neppure una lacrima sa dipingerlo. Ed è in questo disordine che mi sembra di sentire un respiro, mentre a rincorrersi è soltanto l'eco di voci, che tardano nella notte. Così mi fermo ad ascoltare il silenzio che si perde agli angoli di sordi domani e cieca è la strada. Ma non quando sui tetti è la pioggia a scemare la sua corsa. Saprò fermarlo il rumore, quando assordante picchierà come grandine sui vetri, e sarà allora che riaccenderò la luce. E non più saprà di freddo il tempo, o di gelo avrà il sapore l'inverno, perché ci saranno occhi d'arcobaleni a restituirmi i colori, e voci di rondini a leggermi le pagine d'un quaderno, ancora tutte da riscrivere.
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Poesia presentata al premio scrivere 2010 per la sezione a "Tema libero"

L'autore
Rita Minniti
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Commenti (9)

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Salvatore Ferranti4 ottobre 2010

una poesia che trasmette emozioni. versi intensi e delicati che non svaniscono dagli occhi di chi legge. nemmeno dopo la lettura.

Sono ombre mute quelle che compaiono alla fine di una triste giornata, all'angolo recondito del cuore che sente sol grida di un dolore astante i nostri passi... Nulla ci risveglia da quel dolore, nemmeno le voci che si odono nel buio... Una pioggia che scandisce il dolore del battito del petto, che scivola giù dai tetti è l'unico sentire che udiamo... Si cerca un violento impatto, come grandine sui vetri, per destare forse il sonno che lascia gli occhi navigare fissi su quelle assenze di noi... E aspettiamo che tempesta passi, per svegliarci alla luce di un arcobaleno pieno di gioia... Con nuove pagine che l'anima dovrà riscrivere per un suo proprio nuovo risveglio... Adoro la poetessa adoro il suo poetare e me la porto via per la grande anima!

Luigi Arcopinto4 ottobre 2010

Una splendida lirica, colma di emozioni stilata in versi soavi e intensi ...complimenti!

Tutto si gioca sul confine tra la notte e il giorno, quando l'ultimo lampione che si spegne lascia il posto alla luce del giorno, che lentamente avanza, sfumando lentamente volti e voci, che mestamente si allontanano, cedendo il passo ad una nuova tavolozza di colori, con la quale sapremo ricostruire cielo e terra.

Elisabetta Maltese4 ottobre 2010

Una poesia morbida e delicata. Ci si immedisima: si muore e si rinasce continuamente. Grazie.

Alboraletti Enrica5 ottobre 2010

,a volte, silenzio e solitudine possono diventare assordanti, ed è allora che, un gesto una parola un sorriso, divengono quella luce che ci permette di ritrovare l'arcobaleno,

Kiaraluna5 ottobre 2010

Nebbie e ombre del passato che si fondono fino a dissolversi nella luce di una indissolubile speranza. Bei versi pacati e altamente suggestivi Rita, un bisbiglio dell'anima che arriva dritto al cuore.

Bella e malinconicamente dolce, con una nota di speranza finale che comunica deliziose sensazioni

Gabry Salvatore6 ottobre 2010

Emozionante poesia, carica di suggestive immagini. Un velo di tristezza l'accompagna, ma il finale intensamente carico di speranza! Bellissima!