Madre
Il dolore dilava anche i cieli,
per le rotte segnate dal tempo
si sbilanciano i mondi.
Come è difficile, madre,
accettare la stasi delle stagioni,
le nubi gonfie di nero
e i frutti avvizziti dal gelo.
Un'ala fredda di sole
abbrunì la meridiana delle ore
e acque sferzate dal vento
ti accolsero china.
Votati a spento destino
affannati esploriamo
la scia di altro viaggio,
riparo alla perduta via.
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Commenti (1)
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Gaia22 Tiziana Porcelli6 ottobre 2010
Versi intensi e struggenti, ricolmi di profondo dolore... Queste le sensazioni che mi hanno trasmesso le parole dell'Autore, un dolore lacerante, viscerale come solo un figlio può provare quando colei che l'ha generato più non è. Così ho voluto leggerla.
