Venus vinis

Non ho da dare alla vista
che gli ultimi agguati
permetti che un riparo
in questa siepe
allontani i nostri occhi ormai indiscreti.
E bere vino alla mercè dei mostri
generati da paure ora nude ora...
monche.
Sarei cortese ad espiarti in toto
ma Ovidio ha già cantato il "Venus vinis".
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L'autore
Saldan
Commenti (1)
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Salvatore Ferranti7 ottobre 2010
una poesia molto raffinata che si gusta con gli occhi, oltre che con il cuore...

