Vecchio Cameriere
Vecchio cameriere
tiene ancora passo
dribbla tavoli e bambini
scrive comande sui volti
vidimati in cucina
Capricci, difetti e arroganze
comandano suoi andirivieni
barche su onde di parole
in mare d'approdi incerti
Stanco di servire
feste e svaghi sconosciuti
sogna posti senza voci
banditi ad orologi
ove posate sono ali a libertà
sopravvissute a pseudo- galatei
Occhi bruciati da saluti
assetati di silenzi
torturati da mimiche
e maschere di cera,
torvi sperano incollarsi
su passaporto d'espatrio
in oblio di pensione
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele9 ottobre 2010
ed è il contatto umano che dolcemente posa in quanto tante spine ha una rosa... un mestiere affascinante ove imprime le sue costante. e nel fatuo suo donare con soavità di stanchezza vuole riposare... sublime è il suo lavoro dove regna il cibo del ristoro... molto bella e meravigliosamente descritta poesia stupenda
