Ti cullerò

Aspetterò che sfumi
lentamente
l'inferno che si è acceso
nel mio cuore
e ti cullerò dolcemente
sui petali vermigli dell'amore.
Sulle note serafiche
di struggente violino
aleggianti nell'aria
ninnerò la tua anima
tra le mia braccia
come in una culla
perché credo tu sia rinato
fanciullo.
E lascerò che le mie lacrime
cadendo
brillino come diamanti
sul tuo sorriso
pregando gli angeli bianchi
del paradiso
che ti accompagnino
lungo l'ardua via del tramonto
che conduce
alla lunga notte
ma alla Luce Eterna!.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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D
Darius12 ottobre 2010
Duro è il distacco da una persona cara, ma è bello pensare che la sua anima possa essere rinata in un fanciullo per un nuovo futuro, o che gli angeli l'accompagnino lungo la via del tramonto, "mentre sfumerà lentamente l'inferno...!" E' un'ode toccante ma vera, reale in cui ci possiamo riconoscere quando anche noi ci siamo ritrovati ad effettuare il medesimo commiato! E' semplicemente stupenda, da condividere!
