Vecchi tramonti

Accarezzo le mie rughe
che mi hanno insegnato
ad essere paziente,
a lasciar correre da sola
la pazzia del mondo,
perché il mondo è folle
e cammina da solo
e non sente ragioni
se gli corri dietro.
La freschezza sta andando via
come petali
di un fiore stanco,
ma non m'importa
di avvicinarmi al traguardo,
non m'importa
se ci sarà un dopo
o un niente.
Mi tengo stretto il mio silenzio,
la mia tranquilla
decadenza,
nel tramonto infinito
arrossato dal sole che muore,
seduto di fronte a me stesso
cosa dirò mai
al tempo che passa.
Se alzo gli occhi
vedo un cielo cangiante
come le stagioni
che ho vissuto,
ne vivrò altre
ma resterò muto,
adesso che pian piano
sto invecchiando.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
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