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Riflessioni 19 ottobre 2010 · lettura 1 min · 5454 letture

Datemi un po' di quel mare

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Mi manca un po' di quel mare il primo corpo di donna visto al sole le cotolette inzuppate di peperoni dentro il panino che non finiva mai Un po' di mare mi manca un pizzico di mare Quel mare che non faceva male Che ti raddrizzava le ossa e che ti faceva sognare una storia d'amore semmai con quella che sapeva nuotare e forse anche baciare Un po' di mare datemi solo un po' di mare per pescare le emozioni coi calzoni corti e prendere in giro la serietà dei grandi Un po' di mare voglio un po' di quel mare che mi donava mio zio con la sua seicento che il nostro frastuono faceva andare in ebollizione Un po' di mare e tanta voglia di tuffarmi in un mare di semplicità
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (11)

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alessio carlini19 ottobre 2010

portiamo ancora dentro l'estate, nel cuore, nei ricordi, nelle immagini, le tue che ci regali con questa originale e bella poesia... un abraccio

Giovanna De Santis19 ottobre 2010

e quanto manca quel mare, e quanto manca quel tempo fatto di semplicità candida tenerezza ed allegria, poesia nostalgica ma di stesura dolcissima, e molto musicale, poesia piaciutissima condivisa iniziando dal mare

P
Pp19 ottobre 2010

Vorrei tuffarmi anch'io in quel mare di semplicità, ancora una volta... Davvero apprezzata nell'incipit e nella struttura dei versi. Quel panino ai peperoni poi...

Lina Sirianni19 ottobre 2010

Quei ricordi semplici che erano felicità ... adesso li vorremmo avere perché comprendiamo la loro importanza... Nostalgica e riflessiva

Kiaraluna19 ottobre 2010

La libertà dell'estate, del sole sulla pelle, della sabbia tra le dita e quell'immensità verdazzura da abbracciare, navigare, conquistare. Una nostalgia in versi, delicata e suggestiva, da conservare.

Silvia De Angelis19 ottobre 2010

Voglia di risvegliare quelle gioie antiche e spontanee della gioventù che, con poche cose assaporavano nella vita tutto ciò che offriva al momento... Lirica originale, come sempre, molto piaciuta

Massimo Mangani19 ottobre 2010

ritornare indietro a quel mare anni sessanta alla gita per un giorno con i treni o con le auto che spesso durante la strada si trovavano come si diceva noi a "culo ritto " in ebollizione è passato da molto ora tutti in fila asettici nelle nostre tecnologiche auto super condizionate che poi non riusciamo a parcheggiare per ore una volta giunti a destinazione, un'oretta di mare e di nuovo in fila per ore al ritorno ... siamo messi proprio male

Francesco Scolaro19 ottobre 2010

Molta nostalgia si intravede in questi delicati versi che ci riportano indietro nel tempo, quando le cose semplici riuscivano a riempire l'animo di ricchezza infinita. Complimenti vivissimi,

Gabry Salvatore19 ottobre 2010

Lo abbiamo appena lasciato e già ci manca da morire, quel mare. Una poesia intrisa di ricordi, desiderio di libertà e voglia di viverlo ancora, meraviglioso mare! Molto bella, anche perché amo il mare, anche se vivo in pianura!

Raggioluminoso19 ottobre 2010

E forse, in questi ultimi anni, è proprio la semplicità che si è persa e si rimpiangono i ricordi non solo dell'età della fanciullezza, ma anche proprio di quella genuinità che si è andata via via perdendo. Una poesia molto piaciuta!

Nemesis Marina Perozzi20 ottobre 2010

Il mio mare era quello ligure, della Riviera di levante, verso il quale la Fiat Seicento bianca del mio papà sembrava volare, pur di arrivare in fretta a destinazione. E poi fu tutto un susseguirsi di estati piene d'avventura, tra una focaccia e un tramezzino al tonno mangiato al "trani" vicino al porto. Alla semplicità di allora, vorrei tornare, per recuperare i rapporti schietti, la voglia di giocare...