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Brevi 20 ottobre 2010 · lettura 1 min · 3313 letture

Nel cuore

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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* È fuori che non riesco che non mi trovo nel cuore una campana addormentata rintocchi ormai svaniti in echi d'altre stagioni.
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L'autore
Aldo Bilato
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Commenti (12)

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Siddharta Giorgio Raco20 ottobre 2010

Si dice che un uomo si misura dalla grandezza del suo cuore... Io nn so che cuore " T' CRISC"(ti cresci) ma la tua anima dipinge sogni...

mario calzolaro20 ottobre 2010

...se c'è una cosa che apprezo sconfinatamente -l'ho detto più volte lo so- è la sintesi. Quando la sintesi è suggestione è il top... mi fa impazzire| Grande Aldo!

Raggioluminoso20 ottobre 2010

I percorsi visti dall'altro da sè e non ritrovarsi - e le campane che sembrano non ricordarsi più della festa e la narcolessia aiuta, talvolta. Una poesia che è cornice di pensieri malinconici e fa centro nel cuore del lettore. Splendida!

Kiaraluna20 ottobre 2010

Non è da tutti saper sintetizzare così bene, sicuramente non da me, e trovo che questi brevi versi siano il succo della nostalgia, al cospetto del tempo che vola via con le foglie d'autunno. Strepitosa Aldo, chapeau!

L
Loreta Salvatore20 ottobre 2010

Una perla che condensa uno stato esistenziale nel riverbero della luce autunnale che rende caduco e sinistro il paesaggio sia interiore che esteriore. Echi lontani che risuonano nell'Io come un richiamo al passato. Un'opera da lode.

Calogero Pettineo20 ottobre 2010

quando con poche parole si riesce a esprimere cosi tanta emozione, rimango senza parole. sei un grande Aldo.

Vilma20 ottobre 2010

Sei grande, esprimi concetti intensi in pochissime parole, come pochi sanno fare. Piaciuta tanto

Nemesis Marina Perozzi21 ottobre 2010

Già, è sempre ciò che c'è fuori... che ad un certo punto non ci sta più bene. Proiettati sempre verso il mondo, l'altro e l'altrui... ogni tanto ci troviamo improvvisamente a disagio, fuori posto, con la sgradevole sensazione di essere "alienanti- alieni- alienati". Allora manca l'aria, crisi di agorafobia, terra sotto ai piedi che si sbriciola... spasmodica corsa verso il guscio, la tana, il nido, la nostra stanza imbottita, in cui auto- segregarci, per nasconderci, annullarci, diventare trasparenti come bolle di sapone... Puff!...

Tiffany 7021 ottobre 2010

A testa bassa, al di qua di spazi aperti, un fondo di dolorosi ricordi che rintoccano nel segno di esistenze che non ritornano più... La bellezza dei tuoi versi è paralizzante...

carla vercelli21 ottobre 2010

Quando nel cuore si ha "una campana addormentata con echi ormai svaniti di altre stagioni" è "fuori", nella realtà esterna, che non ci si trova più, realtà che diventa il riflesso del vuoto interiore. Di una bellezza e verità incantevoli.

Clara Gismondi21 ottobre 2010

Sento molto quello che esprimi perché sto vivendo la vita in modo simile: situazioni vissute come quelle della giovinezza sono rare da rivivere con quella pienezza e quella completezza provate a suo tempo. Pur essendo più maturi per ascoltare e sentire il cuore ci sono situazioni così complesse (o così le vediamo mentalmente) che riepiloghiamo ripiegandoci su noi stessi e allora... preferiamo rientrare in noi stessi. E fuori spesso ci delude! Molto bella e sentita!

Barbara Golini21 ottobre 2010

è fuori che non riesco che non mi trovo... come capisco bene questa tua splendida poesia!