Candore di vittima
Saverio Chiti
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Volavano alti i sogni miei,
lassù dove nessuno osava sporcarli
adesso umiliata, cerco invano
la pace e la calma per ascoltarli
Ma dimmi, tu che hai placato
su di me la tua ira,
adesso che la mia vita hai bruciato
su di una pira
Non capisci, non vedi
tu svilisci la mia esistenza
se con insistenza
negar la tua colpa, è ciò che credi
Con mani sozze, del mio corpo hai abusato
con la fierezza di chi del concetto d'amore
tutto ha deformato
e ignorando persino, il mio intimo dolore
No, non permetterò a nessuno di giudicarmi
poserò solo lo sguardo
su chi poteva e non ha saputo aiutarmi
e solo adesso voleva, ma tristemente in ritardo
Vorrei tanto dar loro ragione
e condannarti alla perenne prigione,
ma non servirà tuttavia ad alleviare il mio rimpianto
or che su di te, può decretare solo Iddio.
Io in fondo, cercavo dolcezza e invece nel cuor mio
come un velo, è calato un triste pianto.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (1)
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Calogero Pettineo22 ottobre 2010
abusare dell'amore, voluto o non voluto, crea un dolore indelebile nel cuore da cui è difficile uscirne. una esposizione pregevole ed apprezzata.

