Compagno Džugašvili

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit
Commenti (3)
Versi che si posano su momenti davvero drammatici, vissuti da nostri soldati, che non hanno fatto più ritorno, in una Campagna di Russia nella guerra cruenta... Lirica molto apprezzata
difficile per me non apprezzare questa poesia che riporta due storie a me care quella italiana e quella russa... la sofferenza dei vinti non si conosce e non si vuol conoscere così come gli stupri perpetreti da soldati dell'armata rossa a scapito delle donne tedesche al loro ingresso nella Germania dell'est... ogni guerra porta il suo dolore, da tutti i lati. Quello del compagno Stalin è un dolore ancor più forte perché non si limitò al"nemico" ma si diffuse a macchia ed eliminò anche moltissimi dei propri concittadini. Come quando Stalin impoverì l'Ucraina del suo grano e costrinse i cittadini ucraini al cannibalismo (per sopravvivere dovettero mangiare i cadaveri dei loro defunti). Triste!
hai l'età dimio figlio quini puoi fifarti a racconti ma t'assicuro non rivivrei quell'epoca. o forse sì almeno ero giovane. si diceva add'ha veni' baffone ma per fortuna se n'è annato tosta felicetto e m'è piaciuta!



