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Fantasia 23 ottobre 2010 · lettura 2 min · 2922 letture

Elegospoli

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paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
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Dal carro precipitato 4 mesi piangono le sorelle il fratello e pioppi e grani d'ambra nel Po per un po' rintanato (si sta bene) nella corteccia circonvoluta d'azzardi fino e perfino complessioni circonvoluzioni grigie e circonflesse, in piegamenti (questo piegar è amor) lumaca sua in geometria sua ritira, una due tre zone, sn e dx, talami ippotalami diaframmi e sacche e condutture (riparare il sifone è scritto nei punti del programma, sul bostik giallo- tutto questo gocciolare gocciolante gocciolanza gocciolatura gocciolantezza, tutta questa gocciolanteria) virilmente controllo invoca e impetra in copiose fonti occhiacee, e che? o forse? chi lo sa chi si districa (chi può farlo) dal pieno senza distanza, senza frammezzi chi esiste? io, lo specchiato sentenzia nell'autografo pianto l'unico respinge senso e latte scende dal cielo ai cammelli arduo passare senza ordine del sarto ma la chiocciola sbava (oh) la chiocciola tabernacoli bagna e in penetrali intimi sogna di sé sognante e spargente pianto su sacro mento (una, una lacrima sul viso Pindaro canta o rain or tears?) su rigatoni riga cotti pronti per il giusto dente fumanti, sull'i- pad scende, sulla tastiera sulla pastiera in fondo al menù (animal maligno piange pentimento non è che lagrime spanda) di qua di là il singhiozzo che va nel pozzo ci resti sempre per sempre per tutti i secula seculorum e oro per un'alba di nuovo giorno non nuovo come vestito moda modo per isnellir coscienza, sgravidar il mosso il rimosso l'incrostato, una dietetica stercuralis, una pallottomatica: uno bis novanta stille d'amor di ambi e lombi e terni (il triangolo no, non siamo ancora al concetto) ma una è la lacrima sul viso Pindaro canta a muse interdette da sommovimento plessico che non apre all'aperto, al cielo abortito in fontane occhiacee di Naiadi fluenti (sono lacrime d'amore) sicché sicca Thessalie confundit lumina Lesbos allora ma ora, qui, subito, i condotti bisogna con condottieri chiudere chiudere ciglia asciutte, ad occhi chiusi secchi il surrogato respingere il taroccato e lascio solo Paolo (sì, io, Paolo) piangente (io, l'infelice) l'amore che a nessun amato perdona l'amare
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ho cercato, attraverso i luoghi della sperimentazione poetica, di descrivere il fenomeno "pianto"...18 febbraio 2012
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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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Commenti (1)

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malaluna26 febbraio 2012

quante gocciolanti gocciolature immaginifiche si susseguono di balzi e sussulti, fino a farti sentire (parlo di me stessa) una fantastica gocciolante goccia