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Sociale 15 marzo 2019 · lettura 3 min · 692 letture

Estinzione di massa

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paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
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Con quale immane sciagura, celesti, mostrerete il vostro furore? Forse il tuo piano, Galassia, che Giunone cosparse di latte perso inizia la macabra danza col sistema solare e oscillando apre ai raggi cosmici lugubri varchi? Quale riparo alla mortale radiazione del vuoto? O siete voi, molecole, che vi addensate infinite nelle estreme regioni dell’ universo, nubi di gas e polveri che vi stendete tra stella e stella a rovesciare veleni e alterazioni sull’ orologio dei viventi? O è il braccio ctonio, terra, che percuote l’ obliquo asse? Costretta a sollevare il pesante mantello allagherai un pianeta convulso da sismi ed eruzioni poi al ritrarsi delle acque riconsegnerai un globo di ghiaccio? O sei tu, malefico astro invisibile che scompigli le chiome splendenti alle comete di Oort poi lasci sfilare temibili frammenti sugli umani indifesi? Ma non sarà la natura ad infliggerci lo sterminio di massa, ma la mano che scheggiò la pietra e l’ idolo: mancano forse i segni, i presagi che l’ annunciano? L’ acqua è captata dai privati e venduta dalle multinazionali sul mercato a prezzi indecenti, e i fiumi, inariditi e prosciugati per le pesanti captazioni non raggiungono ormai più il mare, ma si sperdono in mille rivoli di servitù per i loro profitti Persino l’ aria, che corona per breve altezza la terra è resa irrespirabile dai miasmi industriali, dai tubi pestiferi di auto aerei e ciminiere I venti non percorrono più i percorsi consueti ma stornati dal clima mutato, languiscono o urlano in tifoni furiosi, devastano campagne e città o ammassano gonfie nubi che rovesciano le piogge di Deucalione in vaste alluvioni e naufragi Si prosciuga il grembo della terra nelle sue viscere si succhia il liquido nero Si aprono voragini per estrarre il prezioso diamante o il mortale uranio e al mare, ridotto quasi in putredine, è catturata per la delizia dei turisti tutta la sua variopinta fauna Le foreste, per far posto ai coloni, sono tutte abbattute: per la follia delle selve distrutte, per il territorio sottratto, agli animali non è più consentita la libera competizione: l’ irrequieta tigre è costretta in anguste gabbie per gli applausi del circo il possente elefante vaga per superstrade urbane o in discariche alla ricerca di raro cibo, e le balene, signori dell’ oceano profondo, faticano a trovare alimento e smettono di figliare per non mettere al mondo figli destinati in breve a perire Ai poli del globo con fragore si schiantano le banchise di ghiaccio, si sciolgono le nevi perenni dai monti che scrollano dai loro gioghi antichi nevai Il popolo è consumato dalla pratica dei debiti, dagli eccessi dell’ usura: non c’è un uomo senza ipoteca, non c’è una casa sicura: costringe a latrare e fa chiedere armi per restaurare nella violenza il benessere logorato da un consumismo insensato
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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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