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Amore 23 ottobre 2010 · lettura 1 min · 4369 letture

Autunno

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Sta tornando il freddo ed io vorrei battere i denti non tutti solo quei pochi che mi sono rimasti. Che schifo! E pensare che nonostante fossi un bel ragazzo fui riformato alla visita di leva perché avevo i piedi piatti: le donne mi cadevano davanti sospirando ed offrendomi di tutto. Ora invece quando cammino sento un coro di conati di vomito: sono i vermi che al mio passare hanno l'urto di stomaco e si dicono dandosi di gomito: " quando lo sotterrano io non lo mangio di certo fa già schifo ora figurati dopo! " Anche al cimitero raccoglieranno le firme per tenermi lontano come facesti tu stellina mia che te ne andasti senza lasciare un rigo di spiegazione ma solo bollette di acqualucegas. Grazie amore! E' stato l'unico colpo di fortuna di tutta la mia vita!
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Tristezza espressa con autoironia feroce.

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (6)

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Anna Maria Obadon23 ottobre 2010

Bellissima ricca di un sarcasmo caustico. Sei veramente speciale : caviale umano! Prelibato.

Enio Orsuni23 ottobre 2010

cambierei il genere in autocazz... no no auto satira che poi che cazzo c'etra l'auto boh... e se puzzi adesso figuriamoci da morto hahahahaha e lasci pure i debiti da sbracasse da le risate hahahahha

Raggioluminoso23 ottobre 2010

E torna il freddo nel cuore e la tristezza (espressa in modo molto particolare) diventa grande - troppo da sopportare il freddo. Letta con molto interesse, la trovo particolarmente struggente!

l
lunamagika23 ottobre 2010

Luciano maschera con un'ironia pungente e pugnace (velata di nero sarcasmo autoriferito) il passare del tempo. Come se il soggetto della poesia si fosse visto per la prima volta allo specchio, scoprendosi di colpo vecchio, di una vecchiezza ripugnante non consona alla gioventù di un cuore impreparato. C'è molta amarezza in questa poesia, velata di cinismo e dolore. La trovo di cupa bellezza...

Antonio Biancolillo23 ottobre 2010

Che bravo... che versi pungenti... ironica al punto giusto... particolarmente gradevole la lettura...

Aldo Bilato23 ottobre 2010

neanche Bukowski ti supera... per forza lui andava a etanolo... ma le donne però le prendeva a nolo... grande Tara... cià*