La dèbacle 2
Giuliano Nardelli
51 poesie pubblicate
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Lo so d'esser testardo
ma io la scorsa volta
rimasi un po'...basito
e giùrai sol al mio ego
di rimaner più assurto
il successivo turno
e replicar giammai
lo sforzo difettoso
provato in quel frangente.
E allor animo orsù
andiam mia bella dama
a rimacchiar il tàlamo
mancato in quel giaciglio
e tanta simil brama
d'unisono sancimmo.
Non vedevamo l'ora,
Dioniso è testimone,
di copulare ingordi
e al simulacro fallico
lei presto avvicinò
di Venere quel monte
per scender poi nel valico
della creatrice intima
e prontamente in dono
ricever il desìo sì poi
tanto agognato
dalle mie gambe armato.
Lei era Messalina,
era bella come un fiore
udir solo i suoi gemiti
è frutto d'indicibile
diletto psicofisico.
La nudità sua propria
aveva un ché di fiero
che ahimè... mi vidi perso
e allor la mano mia,
sinistra, conduceva
le dita all'esercizio
in quella parte sua ove
l'amor ancor s'attizza.
E dopo questa ultima
invèro giuro ad Eros
non la vedrò più certo
nemmeno per la terza
ed ultima mia prova.
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L'autore
Giuliano Nardelli
Commenti (2)
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Nemesis Marina Perozzi24 ottobre 2010
A volte è tanto e tale il desiderio, che l'emozione prende il sopravvento, giocando, ahimè, gran brutti scherzi... Tuttavia, perché non tentare per la terza volta? Dicono che il 3 sia il numero perfetto...!
Garbofania3 aprile 2011
Poesia erotica di classe, nascoste tra i versi ardore e sensualità.


