Con le braccia inerti noi
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (5)
e la rabbia il pianto mortificazioni che ripetutamente s'ingoiano restando immobili, poesia d'impatto e di realtà appieno condivisa, magnifica la stesura, complimenti Giorgio grazie la conservo!
La solidarietà vive quasi solo di parole ormai... forse perché quel poco che si ha ci è costato così caro, che non si tiesce a rinunciare a niente neanche dinanzi alla più impellente delle necessità altrui, salvo poche eccezioni. Davvero molto sentita, un abbraccio.
Versi molto duri, nei confronti di una società che guarda immobile, con indifferenza la disfatta dell'uomo, dei suoi profondi egoismi nei confronti dei più deboli, poesi molto bella, grande riflessione!
L'indifferenza è il male del secolo, l'ignavia nei confronti della sofferenza altrui, l'omertà contro l'ingiustizia. Ci lasciamo vivere senza che si prenda posizione o si faccia qualcosa nell'impegno sociale e civile. Tutto scorre nell'indifferenza... Un pensiero veritiero e molto condiviso. Poeta dalla sensibilità straordinaria!
E nessuno dovrebbe restare mai insensibile davanti a tutto questo! Anche se ciascuno nel proprio piccolo. Diceva Teresa di Calcutta che "siamo tutti come delle piccole gocce nel grande mare della vita, ma se anche ne mancasse una sola, sarebbe una piccola goccia mancante nel grande mare della vita". Se considerassimo poi, che la gioia consiste più nel donare che nel ricevere. Quanta gioia, ad esempio, riescono a dare le adozioni a distanza! Molto belli questi versi. Sensibili e Condivisi.




