Fuga
Il mare ruggente soffocava il suo respiro.
Le onde fragorose luccicavano spumose nel loro biancore.
I lividi della stagione avevano lasciato ferite tra le brume.
Cupi orizzontii indagavano sulla mesta anima.
Nel solco profondo della mia schizzofrenia si sdoppiava il silenzio.
Legato a doppia fune alle mie emozioni, elaboravo nei perigliosi tramonti
le possibili fughe.
Il sospetto della solitudine aleggiava sulle vesti strappate della mia
coscenza.
Rare nudità allettavano gli impeti amorosi.
Nella quinta essenza della fantasia rumoreggiava un vago anelito.
Non più triste proiezione del vagabondare
ma piglio incisivo da offrire.
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Commenti (1)
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Daniela Pacelli27 ottobre 2010
Bellissima questa fuga tra il rumore di un mare ruggente... descrizioni minuziose e cariche di calde e sentite emozioni. Il sospetto della solitudine non deve farci tentennare se crediamo di potercela fare anche da soli. molto apprezzata, complimenti!
