La vecchia barca e la luna nuova
Scalmi arrugginiti dal sale
ospitano inattivi remi
mentre la vecchia imbarcazione
oscilla lenta alla deriva.
Sembianza di condanna agli scogli
pronta a divenir vittima,
prossima preda ambita,
di un mare sempre affamato.
Lassù, nel suo massimo splendore,
la luna d'agosto sorride divertita
e decide di vegliare sulla rotta,
complice di fasulla impressione.
Come seta color cobalto è il mare
ricamato da una fascia di lustrini
interrotta solo da quel guscio
che sembra cavalcarne la scia.
Allora cos'è quel dondolio?
Che stia imbarcando acqua?
La luna ride a quell'idea
lei può veder un bianco seno
sfiorato da una mano delicata
lei può... potrebbe... ma è imbarazzata
e gli occhi si fa velar
da una nuvola solitaria.
Felice di aver albergato tenerezze
tra i suoi fianchi possenti
ora può attendere il suo destino
una demolizione prestabilita
e non si accorge di esser rinata,
le assi lucidate a nuovo,
la ruggine si è dissolta,
nè s'accorge di quella bianca riga
che l'attraversa e la fa speciale,
dipinta da una vernice introvabile
come se fosse un marchio astrale,
di un chiarore dimenticato,
un miracolo che solo l'amor può fare
ridando vita ad un relitto.
©
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Commenti (2)
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G
Grandesempre Giorgio22 luglio 2006
Devo dirti che sei bravo a scrivere e forse riusciresti ad essere molto più incisivo con un ritmo diverso magari più veloce...
Maurizio Spaccasassi22 luglio 2006
Questo amore è una vera è propria passione.eccezzionale il tuo modo di esporlo mettendolo in luce sotto uno sfondo lunare, che ha creato poi tutta una mistica atmosfera.
