Vaga Bond
Luciano Tarabella
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Scusate se mi presento da solo: sono il fratello quasi gemello dell'Agente 007
James Bond; mi chiamo Vaga, Vaga Bond ma sono Cavaliere del lavoro.
La mia vita è una soap- opera! Mia madre fu violentata dal suo insegnante
di religione ma siccome non aveva i soldi per levarsi il pensiero,
per risparmiare, si liberò di me dentro un tombino dopo avermi dato
alla luce durante un blak- out. Fui trovato da un operaio che puliva le fogne.
Mi prese, mi cullò fra le sue possenti braccia di lavoratore, mi dette un buffetto
sulla guancia e siccome puzzavo più di lui, mi buttò direttamente in un cassonetto.
E' stata l'unica persona che abbia dimostrato un po' di comprensione nei miei confronti.
Ripescato dal cassonetto, fui portato all'orfanotrofio dove mi insegnarono a leggere a furia di botte.
Cos'è questa? Una z? No, è una esse come schiaffo, questa è una p come pedata
e questa una c come calcio nel sedere. Negli studi non riuscivo ad applicarmi bene
così come ho sempre avuto difficoltà nel mettermi i cerotti sulle ferite.
Gli esami di quinta elementare li ho dati in sala rianimazione e fui promosso
perché con un fil di voce riuscii a dire: t come tenda ad ossigeno.
Finalmente riuscii a fuggire dall'orfanotrofio e trovai un buon impiego come sotto aiutante lavavetri precario:
il mio capufficio era un polacco un po' ubriacone ma io ero contento,
avevo una bella scrivania presso il semaforo della stazione e riuscivo a fare tre pasti alla settimana
tanto che ingrassai fino ad arrivare a pesare ventisette chili che per un ragazzo di quattordici anni non è male.
Il lavoro che dovevo svolgere non era pesante: dovevo piazzarmi davanti alle macchine,
poi veniva il polacco, mi prendeva per le orecchie e mi faceva strofinare la faccia contro il cristallo.
Venivano puliti a meraviglia! Poi però venni licenziato per riduzione di personale:
allora, nonostante la buona educazione ricevuta e le ottime compagnie frequentate,
finii su una cattiva strada. Mi misi a scippare le vecchiette di novant'anni
ma non riuscivo a guadagnare un euro perché le vecchiette mi riacchiappavano sempre
e mi picchiavano a sangue ma, poiché non ne usciva una goccia tanto ero anemico,
si incazzavano fino alle lacrime facendomi menare a pagamento dai teppisti di passaggio.
Alfine fui messo in prigione ma siccome sgusciavo benissimo fra le sbarre
a causa della mia magrezza, i poliziotti non mi arrestavano nemmeno più,
mi prendevano direttamente a schiaffi anche se giuravo loro di saper leggere benissimo.
Un giorno, mentre scippavo dei lecca lecca a dei bambini di tre anni, una ragazza mi rincorse
e mi troncò l'ombrello sulla testa. Fu un colpo di fulmine! Ci innamorammo perdutamente,
ma così perdutamente che ci siamo persi di vista per sempre.
Da allora l'amore per me è sempre stato un fatto artigianale;
orgasmi ottenuti finemente a mano. Saranno state le botte ma ora mi sento così rincoglionito
che potrei essere dichiarato incapace di intendere e di volere, soprattutto, un po' di pace.
Io lo so perché sono venuto su così male: come si dice sempre in questi casi
, la colpa fu della mia famiglia e nemmeno la scuola si dedicò al meglio per la mia educazione,
ma io sono contento ugualmente. Credo che finirò sciolto nell'acido davanti
ad una donna delle pulizie che si dissolverà in lacrime ridendo.
E per quanto ho vissuto fin qui, ringrazio tutti gli dei, ma proprio tutti.
Non vorrei avessero a litigare per questo! La vita è bella!
©
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (2)
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Raggioluminoso29 ottobre 2010
Gran finale dopo tutte le vicissitudini passate da Vaga Bond. Ilarità che "nasconde" veri accadimenti della vita odierna. Letta con molto interesse, qualche sorriso e anche riflessione! Originalità indiscussa!
Splendido Leotta Michele29 ottobre 2010
poema tanto bello nel suo meraviglioso naturale che quasi a leggerlo non si sente nessun male... hahaha sei fantastico ilarità eccellente e molto sentita... poesia altamente gradita... complimenti


