Brume
Mi ha dilaniato, spento e cencioso, un volto emaciato.
Una lacrima amara cade atona sul selciato.
Il vagar indistinto delle peregrinazioni mi connota, solitario.
Il vento del deserto s'alza tra le ambasce, preghiera di un rosario.
Nuda sotto le foglie d'Ottobre mendica la mia anima nel greto di un fiume.
Orme pesanti calpesto, vittima delle mie brume.
Speranza, flebile luce, s'arride indecente.
Servo dell'indolenza e dell'abbandono mi prosto penitente.
Nella riserva di un dolore antico stride il mutismo.
Preda fatale di un cacciatore spietato, congiura irridente, forca per il mio pietismo.
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