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Aldo Bilato
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Un cactus
un fiore s'apre e poi svanisce
soffocando gli odori dell'infanzia
la notte la si scopre nella solitudine d'una stanza
il buio attende d'esser nostro complice
noi, solo capiti
rimbocco le coperte a mia sorella
nostra madre non tornerà che all'alba
in compagnia del volto che le dà sostentamento
per noi, solo un valore aggiunto.
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L'autore
Aldo Bilato
Commenti (5)
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mario calzolaro31 ottobre 2010
...non t'avevo mika riconosciuto stavorta... ma t'ho votato "birba d'un Bilato"!
Clara Gismondi31 ottobre 2010
Poesia che canta soprattutto la solitudine degli affetti ma che è, essa stessa, un valore d'amore e di sofferenza. Molto bella e emozionante!
Barbara Golini31 ottobre 2010
la prima delle tante che ho letto che m'ha davvero colpita e m'è piaciuta tanto, diversa come al solito e davvero bella. Anch'io non t'avevo riconosciuto e come al solito sono colpita dalla tua originalità.
Luigi Arcopinto31 ottobre 2010
Un bellissimo canti letto e riletto con estremo piacere e a cui dò volentieri il mio voto, complimenti!
Nemesis Marina Perozzi2 novembre 2010
E a noi, chi rimboccherà le coperte?... Ecco... meglio ricoprirsi di spine, per creare un alibi... Da un po' non mi spuntava qualcosa tra le ciglia.





