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Riflessioni 1 novembre 2010 · lettura 1 min · 2898 letture

Nel condominio

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Gorghi di banalità inghiottono le ore tra bisbigli e sbadigli Simulano scenari affascinanti le conversazioni tra dame dimenticate dai mariti Il telefono squilla e scarica fuori il frastuono delle parole ancor prima che la mano afferri la cornetta Nugoli di buoni propositi s'infrangono contro il trono dell'ignavia che non dà mai le dimissioni Intanto nel cortile i bambini cercano un gioco sottratto dalle urla dei condomini che invidiano la loro spensieratezza
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (4)

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Giomiri1 novembre 2010

Bell'affresco di una realtà che spesso condividiamo ed altrettanto spesso cerchiamo di dimenticare. Davvero originale, complimenti!

alessio carlini1 novembre 2010

una riflessione attualissima... pezzi di vita e di momenti quotidiani e nitide immagine offrono i tuoi versi... la chiusa è un bel schiaffo all'invidia... piaciutissima un abbraccio

Gabry Salvatore1 novembre 2010

Un quadro preciso della reltà, ogni giorno ci tocca assistere a scene del genere e anzi dirò di più aggiungerei la confusione e il frastuono del mancato rispetto dell'altro. Avendo vissuto in un condominio, so che significa, nonostante ci si sforzi di vivere in pace, aimè i litigi sono sempre dietro l'angolo. Stupendo stralcio di vita vissuta, complimenti poeta del quotidiano!

L
Loreta Salvatore1 novembre 2010

Un quadretto quotidiano, scene tratte dalla banalità della vita: bambini che giocano ignari, donne che chiacchierano, un telefono che squilla. E tu che osservi il mondo da una distanza necessaria. E' semplicemente la vita. Versi pregevoli che descrivono minuziosamente il reale. Incantevole.