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Morte 2 novembre 2010 · lettura 1 min · 2500 letture

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paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
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Da bambino ricordo talvolta qualcuno ci ammoniva di stare zitti perché al terzo piano moriva un uomo Silenzio allora facevamo e volgevamo gli occhi alle finestre nel segno di mestizia chiuse "Ma dove se ne andrà adesso quello?" "Oh l'anima quello, se ne vola via" "Oh va in cielo e in terra" "Oh lontano ma vicino" "Oh occupa tutto quello che c'è fuori, ma non si vede" "E di tutto ciò che era rimane solo quello che non era" "Ma chi era lui lo saprà solo dopo che lui diventa quello che non era" Poi arrivava la gran notte nera Chissà se non saremmo arrivati e approdati al fondo!
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al giorno d'oggi non è normale essere mortali (Baudrillard)

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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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Commenti (1)

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Luciano Capaldo2 settembre 2015

Beh, il tema della morte è un tema difficile da affrontare perché sempre triste e legato a momenti in prima persona. Questa volta invece con questi versi l'autore pone l'accento sul completamento della morte: Come dire che la vita ci propone quello che siamo e la morte ci fa divenire quello che non eravamo. Molto bella.