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Impressioni 2 novembre 2010 · lettura 1 min · 6038 letture

Ante ignem

Mario Bugli 70 poesie pubblicate
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Sono morti, non vedi! discendono dalla locanda in fila indiana giù al mare cercano nel sole tracce di una vita perduta non sembrano nemmeno invecchiati con gli stessi sguardi smarriti gesti e parole di sempre sono morti, non vedi! C'è anche lei, con la cicatrice nel volto condannata a specchiarsi in eterno forse morì proprio in quell'incidente d'auto ora è immobile sotto il sole cocente poi sopra alla fontanella, si laverà come ogni sera i lunghi capelli li osservo tutti, anno dopo anno con gli stessi sguardi smarriti gesti e parole di sempre ecco che arriva anche la ragazza strana vaga per la scogliera alla ricerca di non si sa che cosa e nel mare sempre più meduse quali anime cieche alla disperata ricerca di un contatto sono morti... come noi non vedi!
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Datemi un sogno in cui vivere perché la realtà mi sta uccidendo. (Jim Morrison)

L'autore
Mario Bugli

"...tra il primo vagito e l'ultimo sospiro, il sogno infinito "

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Commenti (17)

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Silvia De Angelis2 novembre 2010

Particolare atmosfera e profondo significato in una lirica molto espressiva, dai versi davvero scorrevoli. Gradita alla lettura e molto apprezzata

Giovanna De Santis2 novembre 2010

poesia coinvolgente e molto suggestiva nell'amara realtà, chiusa d'impatto" son morti come noi " versi che diretti pervadono anima e pelle con brividi, espressi di elevata sensibilità, capolavoro letterario apprezzatissimo, lo conservo grazie

Maurizio Melandri2 novembre 2010

Da brivido ... versi taglienti ed inquietanti per una poesia piaciuta molto.

Rita Minniti2 novembre 2010

Di inquietante bellezza, questa poesia, lascia nell'anima profonda emozione e coinvolgimento totale. La musica a corredo rende bene il significato di un cuore che ha espresso magnificamente il suo pensiero. Bellissima!

Calogero Pettineo2 novembre 2010

si rimane affascinati a leggere questi versi che offrono un'immagine originale delle anime perdute.

Silvana Poccioni2 novembre 2010

Immagini davvero suggestive, che fanno accapponare la pelle e immettono in un'atmosfera di sogno e di morte, che commuove e fa riflettere.

Enrico Baiocchi2 novembre 2010

E' difficile riuscire a recitare una lirica che parla di morte come fosse una favola, colorarla con immagini delicate anche se surreali, usare metafore della vita reale per descrivere i viaggi del pensiero portato a riflettere in un giornata, così triste, dedicata ai defunti, eppure l'autore è riuscito in questo intento con versi amari ma melodici ed una splendida chiusa che narra la verità. Assolutamente da ammirare e conservare.

Giuseppe Bellanca3 novembre 2010

un viaggio nel tempio dei morti riflettendo impressioni suggestive caratterizzate da un ottimo uso della lingua Italiana. Poesia apprezzata in tutte le sue fasi di composizione.

M
Marguerite3 novembre 2010

E' vero che forse sono loro a rabbrividire guardandoci vivere. O quando mi guardano passeggiare per i cimiteri alla ricerca della pace. Della loro pace. Che quasi invidio. Però ho la fortuna ti sentire il sussurro dei libri...

mario calzolaro3 novembre 2010

Versi di grande fascino e suggestione... la rileggo, questa poesia, e più m'incanta

Pino Penny3 novembre 2010

quando si legge una poesia, bisogna saperla leggere fra le righe... leggendo la tua in quel modo, la trovo vera fino al punto che "pare"non vi sia speranza alcuna. Morrison come giustamente ci ricordi, anela al sogno, forse al sogno dei sogni: quale è la speranza per noi tutti? ed anche in questo non demordi del tutto: forse per tutti noi c'è qualcosa...

Luigi Arcopinto5 novembre 2010

Versi molto intensi e raffinati che compongono una superba lirica... Apprezzatissima, complimenti...

D
Dalassa9 novembre 2010

Le rimembranze che vivono nel giorno dei morti servono a dare più senso alla vita; l'atmosfera di questi versi è degna di alta considerazione e lascia spazio alle libere interpretazioni nell'animo del lettore. Le mie ritrovano "nella fila indiana" tutti i sogni che cercano luce, moribondi, ma pur sempre prorompenti nell'ambito di una realtà spesso ingrata e che turba profondamente. Poi quella cicatrice sul volto è l'immagine del dolore che lascia nella vita il suo segno e comunque ricorda anche che lo si può osservare nel tempo con distacco. Le immagini dei versi sono bellissime e sussurrano di andare lontano... e così faremo.

Pierfrancesco Roberti15 novembre 2010

Emozionante... una poesia destinata a lasciare un profondo segno, veramente bella

Angela Rainieri15 novembre 2010

Suggestiva e molto particolare quest'atmosfera surreale e metaforica di un viaggio "oltre la vita" in cui "le anime smarrite"...cercano nel sole le tracce della loro trascorsa esistenza... Lirica meravigliosa e di gran pregio, tanto piaciuta e apprezzata. Complimenti!

malaluna8 aprile 2011

atmosfera spettrale e rarefatta, quasi di gelo, sembra tratta da un pensiero di Ibsen, anime a vagare nel profondo nord, nel mistero mai risolto e mai saputo, mi ha portata in un soffio alla chiosa, difficile per me, non annoiarmi in lettura! felitzidade

Patrizia Ensoli26 ottobre 2011

Una poesia che colpisce e coinvolge, suggestiva e profonda... La chiusa è tagliente e vera... Complimenti all'autore, lirica molto apprezzata!!