Basterà un ago di pino
Brevi e acuti angoli di percezione
sono sentori di caverne
respiro nel buio di esse
e attendo il mare ad affogarne
lo spazio di silenziosa sabbia e vetro
Chissà in che marmorea evidenza
giacciono il mare il cielo e il vento
piu in là negli abissi di ovatta
a distinguerli nessuna coscienza
Nessun ricordo dell'alga
del cristallino riflesso
o del mio femore che galleggia...
Non gli appariranno il giorno la notte
e il tempo...
Uniti in un magnetico centro
che a sentirlo ho paura
un buco nero
il tutto nel niente
un vuoto d'aria
nell'infinito che bolle
Ce l'ho sulle unghie e nella pellicola
che riveste gli organi
la lingua è un mollusco
la saliva polvere stellare
e noi impastiamo case e idee
lieviteranno
e basterà un ago di pino
a sgonfiarle...
©
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Commenti (2)
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senzamaninbicicletta5 novembre 2010
complimenti molto bella questa poesia, è bella nei versi e nelle parole usate, le immagini d'un tutto pieno d'umani dubbi e paure. Un quadro dipinto con surrealistica bravura offre scorci nitidi dell'animo. Molto coinvolgente e sentita.
alessio carlini5 novembre 2010
letta e riletta ed ogni volta riscopro un gusto nuovo, un nuovo angolo... uno stile originale, inconsueto ma di grande effetto, poesia che richiede di leggerla e rileggerla per apprezzarla al meglio e scoprire a fondo tutta la sua bellezza... strapiaciuta ... questa me la porto viao un abbraccio
