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Dialettali 5 novembre 2010 · lettura 1 min · 6034 letture

Vojo Provolino

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
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Spesso me chiedo: "ma com'è che sta memoriaccia mia quanno se sveja me sa regalà solo nostargia?". E' tarda notte quanno me riviè n'mente na fissa che c'havevo da bambino... quanno ho assillato er monno n'tero pe accaparramme er pupazzo de Provolino. La boccaccia mia zitta nun stava ner mentre pensavo a la bottega che sto bamboccio tra le luci custodiva. Dicevano mamma, papà, li parenti tutti: è n'capriccio poi je passa... manco pe gnente pe me era troppo forte quer fantoccio co n'solo dente... E nun so che darei per avello ancora tra le mani trofeo costato lacrime e ceffoni conquistato - devo da dì orgoglioso - a suon de petulanti rotture de cojoni.
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Flash di memoria... effettivamente (lo ricordo molto bene) ho lottato parecchie settimane per ottenere quel pupazzo... eravamo tra la fine degli anni '60 e gli inizi degli anni '70... ci pensò mio nonno materno a calmare i miei bollenti spiriti di bimbo... non ne potevano veramente più delle mie lagne...

L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

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Commenti (8)

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M
Maria Rosy5 novembre 2010

"Boccaccia mia statte zitta"! E chi della nostra età non lo ricorda? Ma io ero già grandicella. Ma le risate... non le dimentico.

Marco Veronesi5 novembre 2010

Non so se è il romanesco o c'è qualcosa dentro voi romani, ma il risultato è sempre pazzesco!

Aldo Bilato5 novembre 2010

io son del 58... e quindi su per giù ci siamo... e Raffaele Pisu... me lo ricordo bene con il suo pupazzo irriverente... e tante le risate... certo che... è stata una delle prime operazioni di marketing... sfruttando i piagnistei di noi bambini... ma tant'è... c'è di peggio... gran bel ricordo... ottima lirica... cià*

Silvia De Angelis5 novembre 2010

Un simpaticissimo vernacolo posato su ricordi dell'infanzia che spesso riafforano, facendoci immergere nuovamente in pensieri del passato... Lirica molto piaciuta

alessio carlini5 novembre 2010

m'incanto ogni volta al vostro vernacolo, ed è con tanto piacere che leggo e rileggo questa poesia simpatica e carica di riflessioni... piaciutissima

Antonio Biancolillo5 novembre 2010

...e chi non se lo ricorda...?...e poi questa memoria così verseggiata... fa sempre effetto...è molto bella...

Luigi Arcopinto5 novembre 2010

Una meravigliosa e spiritosa lirica in vernacolo... Molto apprezzata, complimenti!

Andrea D’Alfonso5 novembre 2010

A Felì questa è propio gagliarda. E si che sei bravo a facce escì na lacrima d'emozione, a fa ritornà er core a quanno eravamo pischelli a core pe le vie de Roma che giochevamo pure co na pezza... Bella, tanto bella e da ricordà...