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Impressioni 8 novembre 2010 · lettura 1 min · 1307 letture

Metamorfosi nel buio

Giuseppe Bellanca 38 poesie pubblicate
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- Silenzio - Nel solcare le strade Di città Nel consumismo decadente Di giorni Dispersi tra la gente Sperduti Affannati Dall'incerto destino... Scende la sera - Ascolto - Nel calar del buio Tra i deserti di cuori solitari... Parole che di sollievo Nulla ha nel pianto d'anime Vaganti alla ricerca Di una luce che possa d'improvviso Cambiar l'epicentro Del vivere non vivere Clandestino in un buio avvolto Dal mistero di quei potenti Indifferenti all'esistenza oscura D'una fame giunta Ormai alla fine Nel buio dell'anima che si spegne Senza capir perché Debba finir così.
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Nel terzo millennio aggrappati al progresso al protagonismo alla continua ricerca di sopraffare il debole, ci dimentichiamo di chi soffre la fame, di chi ha nel cuore e nell'anima il buio d'una notte che alba non ha perché non c'è più il diritto alla vita, perché altri hanno deciso che il potere vive di potere ed il debole deve vivere di stenti e della pietà della minoranza sensibile verso loro.

L'autore
Giuseppe Bellanca

Ho iniziato a scrivere poesie da ragazzino, piccole espressioni del mio cuore, il tempo e le sofferenze hanno cresciuto la parte creativa della poesia che è dentro di me; da un paio di anni scrivo poesie pubblicando in un altro sito, una mia amica anch'essa poetessa mi ha consigliato questo sito, per serietà e per qual

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Commenti (4)

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solitudine e miseria, sono la notte dell'umanità,sensibilissimi versi, ottima poesia, amico caro

Mario Bugli8 novembre 2010

Un'amara impressione che mi sento di condividere ed apprezzare... una metamorfosi nel buio tra silenzi assordanti e l'indifferanza della gente... bella!

Raggioluminoso8 novembre 2010

Una lirica quanto mai sentita e condivisa. Nell'attuale società si è più dediti all'individualismo e sentimenti come fratellanza e solidarietà quasi sembrano essere spariti persino dal vocabolario. Nemmeno chi avrebbe il dovere di occuparsene sembra fare grandi sforzi, poiché tutto è consacrato ormai al dio denaro. Una spirale che sembra non aver fine e il marketing xenofobo continua a fare grossi danni. Purtroppo muti e apatici sono i cuori che rincorrono bisogni sempre più effimeri e mai c'è la soddisfazione di nulla e di sicuro ciò comporta il disinteresse e l'indifferenza verso chi, suo malgrado, vive in condizioni di svantaggio. Una poesia molto ben congeniata, piaciutissima anche per stile e forma!

Cinzia Gargiulo8 novembre 2010

Sete di potere, individualismo, arroganza, egoismo, voglia di affermarsi a tutti i costi senza curarsi di calpestare l'altro sono i disvalori di una società che in nome del progresso e di un concetto distorto di libertà ha dimenticato i veri valori. Inoltre fermarsi ad ascoltare i bisogni dell'altro sembra una perdita di tempo in un mondo che ha fretta di correre verso un prestigio legato all'avere più che all'essere. Una poesia ben scritta che denota sensibilità. Complimenti all'autore che ancora una volta ci dà ottimi spunti per riflettere.