Nostalgia
Cominciai quasi per curiosità, poi divenne un abitudine.
Mi piaceva osservarti, senza essere vista,
ti spiavo dalla finestra di quella grande stanza.
Sulle pareti erano dipinte nuvole bianche,
volteggianti, leggere nel cielo africano,
e la terra piatta ed infinita della savana.
Ho guardato i tuoi occhi correre lontano,
e ho sentito i nervi delle tue gambe
tendersi nervosi per non poterlo fare.
Per giorni ti ho visto mangiare bere e dormire,
ho riso dei tuoi stupidi giochi,
ho sognato insieme a te quando
per brevi languidi momenti
chiudevi gli occhi e nei tuoi sogni
tornavi felice a sentire il vento sul collo.
Poi me ne andai e non rividi per molto tempo
quella stanza, non ci pensai nemmeno più;
ma stasera ero sola, ho sentito una mancanza ed eri tu,
mi sono chiesta come stavi e ti sono venuta a cercare.
Per lunghissimi attimi vidi la stanza vuota,
temetti per la tua salute, sperai tu fossi partito,
poi eccoti, con quella tua aria da ragazzo dinoccolato,
ti aggiravi come sempre fra la finta savana della stanza.
Sorrisi di te e di me e spensi il pc.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!