Bordello
Quando la mente vola,
quale gabbiano che non
ha confini, la prigionia
del corpo statico risulta
insopportabile.
Stamani avrei voglia di
volare verso nuovi lidi,
fuggendo l'arido deserto
che mi ingloba.
Ed invece son qui, fra
bianche statue di marmo,
sguardi spenti, gelide mani,
cuori che non hanno voce,
menti dedite all'intrigo.
Ovunque si posano i miei occhi
il nulla appare sotto mentite spoglie.
E' giunta l'ora di migrare!
Se pure non riuscirò a volare,
lentamente mi trascinerò.
Da questo deserto debbo fuggire,
fosse pure l'ultima mia impresa.
Non più culla d'umanità è l'Italia
ma bordello.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Giovanna De Santis9 novembre 2010
E come non condivere quesi versi di pura poesia, stanchi di un Paese che va alla deriva in tutto e per tutto che sta riducendo a brandelli e ci lascia solo il desiderio o meglio il fardello di migrare, opera di elevato spessore super apprezzata
Silvia De Angelis9 novembre 2010
Siamo tutti profondamente addolarati per lo squallore totale che vige in questa povera Italia, che sembra aver perso il lume della ragione "in toto"... Lirica condivisa, molto apprezzata

