Parlami
Parlami,
mentre inquieto i tuoi passi conti
in gabbia racchiuso
e con ruggiti sopiti
ne cerchi l'uscita
parlami, e concedi
alla sete del silenzio
le tue dolci parole
libere di danzare dentro l'anima
estremamente fragili
parlami
argina con le tue forti mani il cielo
che piange solitudini
di chi non vuole sentire più
e rifletti dentro agli occhi
tutto l'amore di cui sei capace
parlami e ancora parlami
di questo amore che ti consuma
che insoddisfatto ti lascia la notte
quando con mano cerchi
quella dolcezza ormai nota
a te
che ne conosci i limiti
e ne trai desideri
per ancora amarmi
sussurrami ancora
il mio essere dolcissima
©
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L'autore
Cinzia Casoni
Mi hanno chiamata in molti modi Tempesta Pulcino Anima scalza Oggi mi sento Bastarda perché sto diventando piacevolmente insensibile E mi piaccio
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