Anestesia
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Fino allo sfocare di forme
nel cielo
irreale e insignificante
galleggiava
la cadenza dei minuti
delle ore
e dei pensieri.
Il silenzio si travestiva di voci
ed era compagnia.
Forte
di certezze sconosciute
tacevo in mente
senza attendere.
Ma il buio è giunto alle spalle
vigliacco
come un taglio di coltello
lento e metodico
nella carne.
S'è disteso intero lo squarcio
sanguigno e zampillante
brucia
nelle fauci dell'aria.
Scrollare una spalla
o chiudere un libro
non mi conduce in nessun luogo.
Mi anestetizzo
nella spira di un'ipnosi
e con il fiato spento
aspetto
di serrare le palpebre.
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele15 novembre 2010
i pensieri ci avvolgono dentro il loro manto, assopendoci nel fasto del suo bello o triste incanto... favolosa poesia nel triste suo donare... in bellissimi versi... che il cuore tendono a colmare... sei poetessa stupenda... abbraccio
alessio carlini16 novembre 2010
a tratti si percepisce un vortice interiore... nonostante i punti amari questa poesia ha un suono e un andamento armonico e suggestivo... era un pezzo che non ti leggevo stupenda poetessa un caro abbraccio


