Panchine di sale
L'ho detto ieri sulla panchina di sale
che alle tue mani di primavera
giovane e bella dovrò tornare
delicata e leggera
come il soffio di un campanile
surreale
sa disciogliere la neve
suonando
il tuo silenzioso bacio
di frane alla vaniglia
e pesche
Poggiami sognante in alto sulle betulle
dove mareggia uno scroscio di foglie
priva di fonte
voglio diluviare in alto
come nebbia che sale
in alto ti vorrei baciare
orchidea
sei ora
che non ti possiedo
e ti posso amare
in tutti i dove
senza il dovere di farlo
Orchidea di cristallo
ripongo nella vetrina
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Commenti (3)
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Pi Greco15 novembre 2010
L'ho molto gradita alla lettura, specie nella prima parte ricca di "sapori" delicati. La parte finale non m'è "suonata" tanto bene.
Splendido Leotta Michele15 novembre 2010
una dedica al sapore piena di quel soave amore... bellissima complimenti abbraccio
alessio carlini16 novembre 2010
versi che si lasciano leggere e rileggere per la loro fluidità, un modo naturale di stendere frasi che coinvolgono maggiormente il lettore... delicata e apprezzatissima dedica


