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Riflessioni 17 novembre 2010 · lettura 2 min · 1382 letture

Hotel Rothaus

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Mela 233 poesie pubblicate
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È un blocco di note al cemento Hotel Rothaus la meritrice muscolo eretto sulla strada del peccato rossi i mattoni come il sangue che lo gonfia Per ogni finestra una donna appesa ridono rauche di sigarette e savoir- vivre al discount li vicino mentre fanno la spesa con suole appiccicose di birra fuoriuscita da una bottiglia molle come molli sono le braccia e le parole di quelli intossicati e ridono come bambini quando non sono incazzati, ridono di un onda molle che non può arrivare a infrangersi un eterno cammino verso la morte senza mai morire e le prostitute spruzzano suoni come noccioline dai loro sonagli appesi alle caviglie Aperte le bocche degli uomini per accogliere montagne di culi e tacchi per pungere come le siringhe raccolte con lo strascico da sposa bianco come bianca è una bambina e loro salutano come mamme loro le puttane E si che soffri pover'anima io ti capisco soffro anch'io ti regalo una borsa fosforescente come l'urina gettata a secchiate sui muri E si che siamo diversi voi non mi riconoscete non lo sapete di come vi ho radiografate ma io vi ringrazio per questo sottile dolore per lo strazio gettato sui marciapiedi nei vostri occhi sui vostri Jeans sporchi di sangue per una vena non trovata e le maledizioni gridate al vento e che non ho ancora capito se è più pulito vivere negli scarti maleodoranti degli uomini puliti o illudersi di essere puliti scaricando i propri rifiuti
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Commenti (3)

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alessandro mazzeo17 novembre 2010

Ma che bella! Dolorosa, decadente e durissima... mi piace molto e ci metto un bel segnalibro!

Splendido Leotta Michele17 novembre 2010

delineata con stile nel tremendo suo sentire... vivere un tipo di vita inutile... sotto il manto delle stelle... come impudiche pecorelle... forte ma di espressione coinvolgente bellissima...

luigi8818 novembre 2010

MAGNIFICA! Solo questo si può dire... nient'altro... originale, ben scritta, ritmo incalzante, una voce fuori dal coro... anzi direi proprio "UN SENZA CORO"... è uno sputo contro una scena degradante e colpisce in pieno... applausi davvero!