Un abete
laura marchetti
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Con il cuore in gola
camminavo in punta di piedi
sentivo forte il peso della Tua missione,
Tu che eri piccolo
e dovevi essere già grande,
io che avrei voluto restare piccola,
per fermare il tempo.
Mi scaldavano le luci
della Tua presenza,
quel suono e quell'attesa
in una notte speciale,
fingevo di dormire,
per scoprire il Tuo segreto.
Poi mi abbandonavo,
nelle braccia di un sogno
per non cedere al silenzio
di un abete,
vicino a un cassonetto
e sulle mani rivolte verso il Cielo
i segni di una gioia
per un attimo sfiorata,
una speranza,
la fine di una festa,
già dimenticata.
©
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (2)
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Giuseppe Monteleone18 novembre 2010
in casa sintetico... fuori naturale... ma passo il Natale lontano da casa... mi piace
Cinzia Gargiulo18 novembre 2010
Piacevole atmosfera natalizia si respira in questi versi. Poesia molto gradita.


