E ti conservo
Si,
sono tormentata
dall'alto di questo sperone
cancelli aperti
e si che mi incarno al tuo dito
per lanciarmi lontano
l'addove oso pensarmi
acqua
disciogliente di tutti i metalli
e arti come vascelli
raggiungono quei paesi
lontani zeppi di
brividi amniotici
Se mi sfiori taglio
non ho riordinato i dolori
piccola medusa melliflua
scossa avvelenata
oh
se le tue mani
potessero contenermi
mi aprirei come mare
al tuo duro orizzonte
mortale e finito
esisti condensato
dal polverone della mandria
che mi timbra in testa
e ti conservo
puro delirio
ispirazione
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Commenti (2)
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alessio carlini20 novembre 2010
sublime poesia... ripeto sublime poesia, unprezioso da tenere e conservare con cura... versi che pongono il letore a recitarli a petto fiero... una lirica speciale e molto sentita.
C
Citarei Loretta Margherita20 novembre 2010
scritta benissimo avvolge il lettore dall'inizio alla fine complimenti
