A un angelo pallido
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Spiritello senza peso
oggi ti guardo da lontano:
eri esile
delicato e pallido...
una luna timida
quasi malata
dalla voce di melassa
e liquidi occhi
affogati nell'anima.
Mi chiedevo
se la luna può mai
essere maschio
e poco mi sfioravano
le tempeste
che ti costruivano la scorza.
Ma i corpi celesti
hanno forse un sesso?
la risposta si nascondeva
dietro sorrisi malfatti
e il senso di te scivolava
nel pozzo dell'indifferenza.
Oggi io t'ho compreso...
il tuo errare così estraneo
così scomposto
cercava una sponda
dove abitare
e lo stesso sole
che riscalda gli altri...
quelli che sono forti
quelli che sono uguali.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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B
Barba24 ottobre 2011
Trasmette dal cielo, una storia che vorebbe essere terrena, e lo fa con grande classe. Trovo molto originale questa poesia, quasi contro corrente, e l'ultima "strofa" la rende veramente invidiabile.
