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Riflessioni 28 novembre 2010 · lettura 1 min · 3078 letture

Oscura Valacchia

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Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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I lupi piangono sulle alte colline la notte non riesce a riposare. La morte ha i piedi del Voivoda a cui fu spezzato il cuore con l'inganno. Priculic dietro gli angoli ad aspettare l'odio che avanza, strisciano sui muri come serpenti senz'anima. Dragul figlio del drago dal freddo fiato uscì la nebbia, dolce come il miele dal profumo d'arsenico e rabbia. Snagov mormora la litania del silenzio, troppe lacrime di sangue son scese dai pali di legno; dalle bruciate carni si sente ancora il fetore e le urla di dolore strappano l'anima al cielo muto. Occhi da rapace squarciano le tenebre più fitte, come una maledizione che incatena nelle prigioni del tempo, della terra putrida.
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L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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Commenti (2)

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Cosimo De Luca28 novembre 2010

Bella poesia, cruda e vera nella sua rappresentanzione del male MrV

Raggioluminoso28 novembre 2010

Grande perizia e dovizia di particolari che testimoniano la cultura di questo artista. Una poesia che sembra scritta con saggezza ancestrale per rappresentare i mali che da sempre accompagnano la società. Molto apprezzata!