Oscura Valacchia

I lupi piangono
sulle alte colline
la notte non riesce a riposare.
La morte ha i piedi del Voivoda
a cui fu spezzato il cuore
con l'inganno.
Priculic dietro gli angoli
ad aspettare l'odio
che avanza,
strisciano sui muri come serpenti
senz'anima.
Dragul figlio del drago
dal freddo fiato
uscì la nebbia,
dolce come il miele
dal profumo d'arsenico
e rabbia.
Snagov mormora
la litania del silenzio,
troppe lacrime di sangue
son scese dai pali di legno;
dalle bruciate carni
si sente ancora il fetore
e le urla di dolore
strappano l'anima al cielo muto.
Occhi da rapace
squarciano
le tenebre più fitte,
come una maledizione che incatena
nelle prigioni del tempo,
della terra putrida.
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
Commenti (2)
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C
Cosimo De Luca28 novembre 2010
Bella poesia, cruda e vera nella sua rappresentanzione del male MrV
Raggioluminoso28 novembre 2010
Grande perizia e dovizia di particolari che testimoniano la cultura di questo artista. Una poesia che sembra scritta con saggezza ancestrale per rappresentare i mali che da sempre accompagnano la società. Molto apprezzata!
