Ecate
Sonnecchia nel cielo
la luna e canticchia
una vecchia canzone
d'amore
Lo sfacelo ferrigno del porto
inasprisce il suo ghigno,
l'arcigno disegno del volto
che lancia la mistica occhiata
radente
di lunga ferita che tinge
che fende
il piano del mare
e costringe la terra a tremare
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (1)
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Arcangelo Galante4 novembre 2011
Un singolare inno ad Ecate, divinità lunare antichissima, che con il suo celarsi di continuo nella notte, riesce ad incutere paure e forti dubbi con il suo apparire per davvero misterioso ed influente "costringendo la terra a tremare".
