Nausicaa
Eufemia Griffo
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E infine giunse
Odisseo* solitario,
dal cupo mare
tra rumorosi flutti
ad avvolgere il cuore
E allor la vide:
lei, dalla bella bocca
e bianche gote
ad accogliere l'uomo
venuto da lontano
Gli dei tessono
astute tele e fili
aggrovigliati
e il destino s'impiglia
senza poter fuggire
Pietà la mosse
e l'Inganno del mare
scosso dai venti:
sempre è avvinta l'anima
dall'eterna passione
Dolce Nausicaa
dal nome così bello
e imperituro
in balia d'un tormento
che più lascia vivere
Poi venne il giorno
a cancellare sogni
svaniti all'alba
di onde e stelle il richiamo
e dell'amato mare
- Stanotte, vorrei dormire
tra le braccia della luna
cullata dal vento
e ritornare infine alle tumultuose onde
là ove muore l'anima mia
e il suo tormento -
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L'autore
Eufemia Griffo
Commenti (2)
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Raggioluminoso1 dicembre 2010
Un bellissimo tratteggio che diviene quadro suadente da appendere alle pareti dell'anima. Chiusa molto intensa. Molto apprezzata!
Eirene1 dicembre 2010
veramente un ritratto bello e avvincente di questa figura di donna ... piaciuta tanto...


