In cura su di una panchina

Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia. Mi piace il teatro, il cinema, la poesia, la musica dal vivo e ogni forma d’arte. Amo il mare e il contatto con la natura e porto in me la solarità della mia città: Napoli. Adoro le poesie di Neruda, Hikmet, Sara Teasdale, Tagore. Scrivere per me è dare ossigeno alla mia
Commenti (21)
amara la solitudine degli anziani sopratutto a natale, ottimi versi...
siamo in una società che ha perso i valori e lascia l'anziano nella solitudine e nell'abbandono. Vero la morte molto spesso e una liberazione un antidoto per lenire il dolore... per renderlo quasi sopportabile. piaciuta
Un'amara verità espressa magstralmente in splendidi versi... Complimenti!
Versi che potrebbero aprire un dibattito, la realtà è che il rispetto verso gli anziani sta diventando un optional; mi vergogno per quei figli che abbandonano i genitori in queste case di cure che (senza generalizzare) non si curano dei loro pazienti, lasciandoli morire nell'abbandono più totale. Autrice molto sensibile ad affrontare problemi sociali di grande attualità brava Cinzia complimenti.
Versi che soffermano su amare situazioni di anziani abbandonati a loro stessi, nel momento in cui, avrebbero più bisogno di affetto e calore umano... Lirica molto apprezzata
Molte sono le realtà delle case di cura. Alcune, a dire il vero, sono molto efficaci e funzionali - altre un vero inferno. Bisognerebbe fare in modo che vi fossero solo posti di eccellenza - ma qui il mio dire sarebbe lungo e sicuramente fuori contesto. Una poesia che ho apprezzato moltissimo!
L'Autrice ha descritto una realtà triste scegliendo con cura le parole. Una poesia che fa pensare e commuove. Complimenti
Una tema di forte impatto: gli anziani lasciati soli in solitudine, senza che alcuno abbia cura di loro. Un ritratto significativo della condizione di molti che sentono finire i propri giorni nel più totale abbandono. Una riflessione condivisa ed apprezzata completamente.
Senescente, anziano, vecchio, è un termine oggi che fa parte di una frase logora e spesso abusata, senza interesse e senza valore. Ritengo sia fortunato chi riesce a sentirsi tanto distante da quel punto d'incontro dove la circonferenza si congiunge per diventare cerchio. È un circolo che si chiude per tutti e che tutti dimenticano o vogliono dimenticare. La poesia della Gargiulo rivitalizza il problema, ricordandocene le difficoltà quando iniziano le complicanze e per questo i suoi versi tornano luminosi ed espressivi, carichi di questa nuova spinta a non scordarci di una situazione che toccherà tutti e che non rallegrerà nessuno.
bellissimi versi, purtroppo la nostra società è proiettata verso la corsa, fermarsi ad ascoltare, aiutare, è sempre più difficile, ed è un peccato non capire che un anziano ha tante cose da raccontare...
Bella poesia a sfondo sociale, sono quelle che prediligo. Questi versi fanno riflettere, l'anziano quando non serve più e ha perduto le forze, viene buttato in un ospizio come un pacco, come straccio vecchio che si butta al macero. Servirsi della poesia per parlare di questi temi è fondamentale per scuotere le coscienze.
versi ottimamente stilati per un argomento non facile... argomento che fa e deve far riflettere...
... un capolavoro... scritto con il cuore, fa riflettere ...eppure questi vecchi saggi che hanno dato molto, noi li mettiamo da parte come pacchi postali in vecchi depositi... complimenti
Quella solitudine da cui non si può sfuggire, una grande verità;molto apprezzata.
solitudine... realtà dei poveri anziani, molto bella ed intensa, piaciuta molto complimenti
Una realtà spesso tragica. Gente che anche in tarda età, avevano il conforto di una presenza affettiva vicina, quando improvvisamente questa viene a mancare, si lasciano andare alla morte. Molto vera e profonda.
Una triste realtà, quella qui descritta dall'autrice. Versi che nel loro scorrere lasciano trasparire l'amara verità in un susseguirsi di immagini che mi hanno stretto il cuore... Sono lì i nostri anziani... i nostri "cari"... quelli che ci hanno dato la vita e ai quali, noi, a volte, non riusciamo più a dare nemmeno una briciola della nostra... Troppo scomodi... troppi impegni... troppe giustificazioni e intanto un'altro giorno passa, un altro anno... sino al fatidico dì della dipartita... Letta con apprezzamento, così ho voluto commentare.
Il bacio di Giuda... In queste brevi parole, il dramma della solitudine di chi ormai curvato dalla vita è di peso proprio a chi l'aveva regalata. Emozionante lirica, con una chiusa malinconica e così vera nella sua spietata realtà, quella della morte in solitudine!
poesia reale che tocca una vera piaga sociale, quando si perdono i valori della vita, queste sono le conseguenze, negli antichi tempi, non c'era ricchezza, ma c' erano l'amore, il rispetto, per cui si tenevano in casa anche con un pezzo di pane, non c'era la pensione, oggi il benessere ha saziato il corpo, ha impoverito lo spirito...
Poesia molto bella, che ti fa onore ma ricordati che ogni medaglia ha il suo rovescio, che dire di quelli che tengono in casa vecchi solo perché portano la pensione e non li portano neanche dal dottore per non spendere. Ho un amico di bocce che l'altra sera è rimasto a cena a casa mia, gli ho chiesto perché non avvisasse a casa, mi ha risposto < neanche se ne accorgono, mangio da solo in cucina>
Di forte impatto l'incipt... una immagine che dà tutto il senso al pensiero che vuole trasmettere l'Autrice... Calzante la metafora usata... Un tema Sociale molto sentito e condiviso... in un mondo in cui certi valori sono diventati un peso per tanti... Molto apprezzata...














