In prece ad amore
Amor che movi 'l mondo
vienmi in aita, me meschino
ché 'l frutto d'un bacio
seppur fuggevole e repentino
almeno riduca il mio rio destino
Chè se 'l malanno mi coglie
solingo sto a rimuginare
e sol mi vedo ruinare
se 'l tocco d'una carezzevole mano
non posso né gustare o ammirare
E venia in prece ti chiedo
nello scocco in donzella
d'un tuo palpitante dardo
ch'alfin ella ragioni meco
d'Amor puro e veritiero
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Michele Tropiano4 dicembre 2010
o marco cortese, tu vuoi scriver come gli antichi poeti dell'"amor cortese" ma sai, lor non scrivevano così per diletto, ma per ragioni legate al verso e a la metrica. se tu mi vieni a scrivere così senza ragioni ma solo per un (discutibile oggigiorno) gusto poetico non mi serve a niente!
